giovedì 13 novembre 2014

MI RACCOMANDO, DOMENICA 23 NOVEMBRE ALLE ORE 18, PRESSO PALAZZO

SFORZA CESARINI A GENZANO DI ROMA, NON MANCATE DI ASSISTERE ALLA

TRAVIATA DI GIUSEPPE VERDI!!!!!

INFORMAZIONI e PRENOTAZIONI:
ass.cult.contrappuntoeacapo@gmail.com
339.579.40.39

link all'evento: https://www.facebook.com/events/585118628259938/?notif_t=plan_user_joined

domenica 26 ottobre 2014

Verdi

Traviata:

La prima parte del Preludio è per archi soli ( prima violini 1 e 2 divisi, e poi viole e violoncelli). Questa parte del preludio starebbe benissimo come secondo movimento di un qualche concerto per violino di Vivaldi, la somiglianza con l' andante dall'Autunno dalle 4 Stagioni di Vivaldi è molta. Stessa atmosfera, l'ultimo accordo della 3 battuta è proprio Vivaldi...

Il 3 Atto comincia con la ripresa dello stesso preludio ma con tonalità differente, l'atmosfera è la stessa, il preludio, dalla battuta 8 differisce dal precedente. E sviluppa uno stile non propriamente barocco XD. Ma ecco che nelle ultime 6 battute si ritorna allo stile barocco, e qui sembra di sentire una parte del primo brano dallo Stabat Mater di Pergolesi....

Un altro aspetto interessante delle opere di Verdi, anche se in Traviata non ve ne sono molti esèmpi, sono le introduzioni ai recitativi, soprattutto quelli che aprono l'atto; poiché essi generalmente presentano sempre una qualche caratteristica tipica della musica barocca, ad esèmpio le prime 10 battute del recitativo d'introduzione all'atto 2 di Traviata (pare di sentire Händel), il preludio al recitativo di introduzione all'atto 4 di Trovatore, dove i 2 clarinetti suonano un contrappunto tipicamente bachiano sopra un "basso ostinato staccato" suonato dal fagotto.

Un' altra bell'introduzione è quella che si trova all'inizio del recitativo seguente al coro: " Largo al quadrupede" e antecedente al duetto: " Parigi o cara", dove una scala cromatica discendente degli archi trasmette molto pàthos alla scena. Sotto, a dare ritmo a tutte la scena, v'è un tappeto d'archi che eseguono anche l'armonia.

Verso la fine dell' opera (nell' andante sostenuto " Prendi quest'è l'immagine" ) troviamo un altro interessantissimo esèmpio di contrappunto (bachiano, oserei dire). Esso è tra Alfredo e suo padre (non so di che tipo di contrappunto si tratti, poiché ho pochissime conoscenze di armonia purtroppo). Il tutto mentre l'orchestra procede con un ritmo (puntato) a guisa di marcia funebre...

Un'altra scena molto bella ( e resa più interessante dall'accompagnamento musicale che non dalla linea vocale) è senza dubbio la scena delle carte, un bel allegro agitato in tonalità minore, in cui la melodia è fatta da violino 1 e clarinetto in sib 1 e viola e clarinetto in sib 2 (sotto di una terza), mentre violini 2, violoncelli e contrabbassi eseguono una specie di valzer; quindi già la strumentazione dà, di per sé, un'atmosfera cupa alla scena, che viene interrotta 3 volte dalla melodia disperata di Violetta (sempre in forma di valzer) che teme il peggio. La tensione musicale aumenta quando comincia la disfida tra il Barone e Alfredo, qui la strumentazione aumenta: alla melodia si aggiungono anche due flauti traversi, mentre i violini 2 tacciono e i violoncelli eseguono due "sestine a battuta", in cui accentano la note del basso e poi ribattono la 5a. La tensione aumenta ancora di più quando interviene il coro: "Bravo davver" , flauti traversi e clarinetti vengono sostituiti da oboi e fagotto; i violini 2 sostituiscono le viole, ed esse hanno la stessa figurazione dei violoncelli; la tensione aumenta sempre più fino a quando il do di flauti traversi, fagotto e corno in fa la spezza e si procede verso la fine del brano: dopo l'ultimo intervento di Violetta, la "tempesta" si placa e le figurazioni tornano ad essere quelle iniziali. E dopo l'ultimo cupo "andiam" del barone il brano termina con la ripetizione per due volte delle note degli accordi fondamentali del brano da parte di viole, violoncelli e bassi ( REb-DO-LAb-FA), mentre i violini hanno sempre le stesse due note (LAb - FA).

lunedì 13 ottobre 2014

IL MASTER

Riscrivo qui dopo tanto tempo per descrivere, o perlomeno, per cercare di descrivere le emozioni che possono essere trasmesse da un master.
Il master è come una scuola, è una lezione di gruppo. Ma è sbagliato dire che esso sia migliore/peggiore di una lezione singola. Si tratta di lezioni singole ma davanti ad un "pubblico", questo è forse l'aspetto più interessante del master, poiché vi sono persone che assistono alla tua lezione ed anche ai progressi fatti. Dal mio punto di vista credo che da un master si possano attingere elementi detti agli altri studenti, ma con parsimonia, poiché ogni voce/persona ha le sue peculiarità.

Detto ciò voglio parlare della mia esperienza. Il master è cominciato venerdì con il mitico maestru! Ma, nel mio caso, è cominciato in modo snervante poiché avevo le corde vocali infiammate (mai cantare un' opera come Trovatore, dove, nel coro, tu sei l'unico basso -baritono nel mio caso- :) ). Il primo giorno è stato tragico, poiché la mia ansia da prestazione, il mio quasi ossessivo volere tenere tutto sotto controllo e la mia maniacale (alle volte) piuccheprefezione, mi hanno portato a fare un quasi casino, sia nei vocalizzi che nell'aria che avrei dovuto cantare ("Ho capito signor sì" - Masetto, Don Giovanni - Mozart). Il primo giorno è stato veramente tragico al punto che sarei voluto scappare ed abbandonare il canto.  Ma, un'altra caratteristica che mi contraddistingue, è la determinazione che metto nelle cose che veramente mi piacciono, e quando riesco a spegnere quella parte malata del cervello che si fa troppe pippe mentali, si accende la parte DETERMINATA e sana. Quando quel meccanismo parte, so' c....i!!!!!

Il secondo giorno è stato ancora più brutto del primo, evidentemente tutte le ansie e il senso di tristezza del giorno precedente si erano amplificate ancora di più e un senso di ansia, disperazione e incapacità si erano impadronite della mia parte conscia. L'aria venuta terribile, tutta mezza stonata, vocalizzi ancora più brutti del giorno precedente; dopo quella parte di lezione, sono uscito devastato e quasi in lacrime pensando alla figuraccia fatta (la famosa piuccheperfezione del c....!).

Il pomeriggio del secondo giorno non so cosa mi sia successo: mi sono sbloccato, siamo rimasti tutti a bocca aperta per la bellezza dell' esecuzione dell'aria (che benché non sia difficile come quelle degli altri personaggi dell'opera, è pur sempre difficile poiché molto veloce e parlata). Ritornando all'aria, tutte le insicurezze erano sparite, fiati giusti, ho preso tutte le note (maledetti do) ahahahah e mi sono letteralmente smascellato. Da lì è stata tutta una discesa positiva, anche se gli altri si erano preparati due arie, io ho preferito concentrarmi solamente su una, anche perché al momento il mio repertorio canoro è limitato (anche se ho cantato parti da comprimario nelle opere dello scorso anno, non mi sarei potuto presentare cantando Fiorello, Marullo, un gitano, un contadino o il barone!!!!) xD

Voi vi chiederete, <ma non potevi fare un'altra aria?> No, poiché al ritorno dalle vacanze u maestru mi ha detto di cominciarmi a vedere quest'aria, poiché secondo lui essa è nelle mie corde (e come sempre, ci prende); quindi ho cominciato a studiarmi l'aria, ma anche tutte le parti cantate dal suddetto. Mi sono appassionato a quest'opera e a questa parte e... LA VOGLIO FARE!!! Ovviamente l'ultima parola spetta al boss, ma credo che sabato pomeriggio mi sono reso realmente conto che se non avessi cantato bene l'aria al master non avrei più avuto possibilità di cantare questo ruolo. Ovviamente con ciò non voglio dire che voglio cantare l'aria per uno sfrenato narcisismo, o che se il maestro mi dirà: NO! Io me ne andrò sbattendo la porta, ci vuole razionalità e umiltà nel canto; ma io spero che potrò farla, ma non per narcisismo, ma poiché credo che sarebbe un enorme regalo che farei a me stesso per tutti gli sforzi che sto facendo, anche perché diciamola tutta, Masetto un po' mi somiglia xD



domenica 23 marzo 2014

Nell'ultimo recitativo della Passione secondo Matteo troviamo un altro spunto di riflessione molto interessante. Tutti i protagonisti (i solisti del I coro e il coro II) vogliono salutare Gesù. Ad ogni riflessione dei solisti del primo coro risponde il coro II con una frase semplice quanto complessa: "Mio Gesù buona notte". A livello musicale possiamo vedere come la struttura degli assoli sia uguale a quella dei recitativi accompagnati del Cristo e come ogni assolo sia una elaborazione dell'intervento precedente. Per quanto riguarda il II coro v'è da dire che ad ogni risposta, una voce parte prima delle altre:
Basso solo - Soprano II
Tenore solo - Contralto II
Contralto solo - Basso II
Soprano solo - Tenore II 
Con questa struttura Bach voleva sottolineare che non solo la massa, ma anche le singole voci vogliono dare l'estremo saluto al Salvatore. Un'altra particolarità, un'osservazione personale, che non sono mai riuscito a trovare scritta da nessuna parte è la seguente: 
- applicando la melodia (non tutta) del corale ("Meinen Jesum laß ich nicht") ai primi due interventi del coro e all' ultima parte dell' intervento del Soprano solista; possiamo vedere come questa vi si possa facilmente adattare, sia ritmicamente che melodicamente.
Ora la mia domanda è la seguente: Bach era consapevole che gli interventi del II coro possono essere considerati una parodia o per dire meglio, un' evoluzione della melodia del corale? Voleva intendere con questo messaggio sottinteso che nonostante la morte, i fedeli del Salvatore non lo abbandoneranno mai? 

giovedì 27 febbraio 2014


Eccovi la locandina dell' opera ventura, se volete prenotare chiamate il prima possibile il numero :) 

lunedì 7 ottobre 2013

My story as a "soloist"

Let's start by saying that I am very shy, and being shy for a person who wish to sing in front of people is terrible. My first experience as a soloist was this summer: we sang the "Barber of Seville", I sang in the choir and I also had two small rules: Fiorello and the Official. If we consider how much the other soloists had to sing, I sang nothing :).  I was proud of myself, for I had to study and memorize music and text in a week. What came out was not so bad as I thought.
I remember the moments before the show: we sang in Capranica Prenestina, a small village on the hills around Rome. We sang outdoor and there were many people.  I was frightened since was my first time as a soloist in front of many people, and in front of an entire village, since everyone could hear us!!! Everything went well.

Now that experience has passed and my voice is changing, is maturing, obviously I still need to study a lot but still I am happy because I finally understood what I want to do in my life: I want to be a full time singer.
The 17th November I will sing in another concert and among the compositions that we are going to sing there is the "Osanna" from the B-minor Mass Bwv 232 by Johann Sebastian Bach, who is my favorite singer. The "Osanna" was composed for 2 choirs and orchestra, but it is also possible to "divide" it in soloists and choirs. So it will be singed by 8 soloists and the choirs, and I will be the Basso solo of the I choir.
I am very happy about that and I wish the day of the concert I will be as calm as possible, since I don't want to disappoint anyone, including myself!!!!! XD

I have been living surrounded by music since I was born. I have studied piano for almost ten years, but then I decided to stop and I have never had the courage to start studying music seriously. For example by attending a school for music. Now I sing in two different choirs, but I wish I started taking music seriously when I was younger. Now it is not impossible, but honestly I am not brave enough, since I should start from the beginning in order to be sure of everything. I mean, I can read and play music, but I would like to study it more deeply: I wish I knew the rules of composition, I have got so many ideas in my head: melodies, reconstructions, arrangements.
Who knows, I might just start studying music seriously!!!
Eccomi nuovamente qui dopo tanto tempo con la II parte dell' analisi della cantata 42:

Il brano #4 è designato come Duetto-Corale, ma in realtà si tratta di un mero duetto, con melodia indipendente da corali. Anche in questo brano Bach apportò delle modifiche nelle varie rappresentazioni:
1.      Fagotto, Violoncello e Organo: melodia ricca di abbellimenti (1725)
2.      Fagotto, Violoncello e Clavicembalo alla melodia;
Violone e l’Organo: continuo (parte composta nel 1731)
3.      Come 1731, ma il Violone suona la melodia (1742)
In vari punti del duetto si possono trovare passaggi della melodia “Kommt her zu mir, spricht Gottes Sohn” ma questi sono coperti, di strofa in strofa, dal continuo gioco dei solisti.
            Il recitativo #5 è un recitativo secco con Arioso finale che porta al

brano #6, la cui strumentazione è composta da Violini I divisi e continuo con molti passaggi tematici differenti. Anche in quest’aria vi è una tematica: la contrapposizione tra l’irrequietezza del mondo e la pace che solo Cristo può dare. Il movimento vivace “a 16esimi” degli strumenti con passaggi tumultuosi è opposto al tema del Basso, che invece ha una melodia calma, e solo sulla parola “Verfolgung” essa si trasforma in una figurazione a sedicesimi. 

La cantata si conclude con un corale in "semplice stylo"

lunedì 5 agosto 2013

Barbiere di Siviglia

Per chi di voi volesse passare una bella serata all' insegna del divertimento e dell' ottima musica classica; venisse a Capranica Prenestina l' 11 Agosto alle ore 21.00 circa e si goda il magnifico spettacolo de            "Il Barbiere di Siviglia"

If you want to spend some quality time having fun and enjoying classical music, you should come to Capranica Prenestina (near Rome) the 11th August at 9.00 p.m. and enjoy the magnificent                           "The Barber of Seville"

https://www.facebook.com/events/187653151409137/

giovedì 4 luglio 2013

sabato 1 giugno 2013

http://www.youtube.com/watch?v=SRmCEGHt-Qk

Anche se non v'entra nulla con il blog, voglio condividere con voi una delle più belle Ouverture di tutta la storia della musica, dal "Tannhäuser" di Wagner.

Even if I talk about Bach, I wanto you to enjoy one of the most beautiful Ouvertures in the history of music from "Tannhäuser" by Wagner.
Bwv 42  „Am Abend aber desselbigen Sabbats“
Data di composizione: 8 Aprile 1725
occasione: Quasimodogeniti
Eseguita di sicuro altre 2 volte: 1 Aprile 1731 e o il 1 Aprile 1742 od il 7 Aprile 1743

  Questa è una cantata con 7 brani ed eterogenea. Essa comincia con una sinfonia, presa forse dalla cantata 66a "Der Himmel dacht auf Anhalts Ruhm und Glück", oggi perduta oppure da qualche brano strumentale sempre perduto. Questa sinfonia è una sorta di Concerto Grosso, poiché il gruppo degli archi e continuo (tutti), si contrappone al concertino formato da 2 oboi e fagotto. Questi due gruppi si scambiano i temi, simili tra di loro, oppure suonano assieme. La parte centrale del brano, designata da Bach come "Cantabile“ è costituita da un duetto tra il I oboe ed il fagotto, duetto che continua poi con il II oboe. Gli archi accompagnano il tutto con temi figurativi ed armonici. Il duetto rappresenta però solo una piccola porzione della parte centrale, poiché il tema iniziale viene ripreso in minore. Un Adagio di 2 battute conclude questa parte e v'è nuovamente la parte iniziale (Da capo).

  La sinfonia è seguita da un recitativo secco per tenore, il cui testo segue alcuni versi del vangelo secondo Giovanni. Il continuo esegue dei sedicesimi "battenti" , che simboleggiano la paura dei discepoli. Nel versione del 1731, Bach cambiò il basso continuo, inserendo una parte per clavicembalo ed un'altra per fagotto. Il clavicembalo suona i sedicesimi all'unisono con il continuo, mentre organo e fagotto suonano le stesse note del continuo, ma tenute (4/4 e poi 1/4). 

  Il brano numero 3 è un'aria tripartita. Il continuo è una sorta di pedale d'organo, in ogni battuta v'è l'alternanza tra semiminime sotto forma di nota a le stesse sotto forma di pausa, schema che si ripete per 2 volte; il fagotto suona le stesse note del continuo, ma sotto forma di ottavi (la struttura ricorda quella di un valzer). Gli archi (violini e viola) suonano gli accordi dell'armonia mentre gli oboi si alternano in una melodia dolce. Alfred Dürr crede che quest'aria, senza la parte centrale, sia una variante molto rielaborata dell' adagio del concerto sopra citato, oppure che sia la parodia di una delle arie della cantata 66a. La parte centrale „un poco andante“ è stata composta nel 1725, qui v'è solo il continuo che accompagna il contralto. Esso, assieme al fagotto, suona un'alternanza tra semiminime (1/4) e crome (1/8). Per la durata di una battuta il continuo diventa il protagonista assoluto dell' aria, suonando una figurazione di sedicesimi. Poi v'è di nuovo la figurazione precedente ed il contralto canta fino alla fine del brano. Nel 1731  Bach aggiunse una parte "pro violone", che, assieme all'organo, non doveva suonare i sedicesimi, ma bensì continuare con l'alternanza tra quarti ed ottavi. V'è poi il  „Da capo“. Quest'aria è una delle più espressive mai scritte da Bach e rappresenta una sorta di incoraggiamento e di conforto per le anime dei discepoli, che sono inquiete.



Fonti: "Johann Sebastian Bach" - Alfred Dürr 
         "Hänssler edition" Bach-Ensemble Helmuth Rilling (cd) - Dr. Andreas Bomba

giovedì 4 aprile 2013

Bwv 42 „Am Abend aber desselbigen Sabbats“

Bwv 42  „Am Abend aber desselbigen Sabbats“
Entstehung: zum 8. April 1725
Bestimmung: Sonntag Quasimodogeniti
Noch mindestens zweimal auf geführt: am 1. April 1731 und entweder am 1. April 1742 oder am 7. April 1743

  Diese ist eine 7-Stückige und heterogene Kantate. Sie beginnt mit einer Sinfonia, die vielleicht aus der verlorenen Kantate 66a "Der Himmel dacht auf Anhalts Ruhm und Glück" kommt oder auch aus einem verlorenen Konzertsatz. Diese Sinfonia ist eine Art von Concerto Grosso, da es die Streicher-Tutti und ein Concertino von 2 Oboen und Fagott gibt. Diese zwei Gruppen vertauschen ihre Themen, die verwandt sind oder kontertieren zusammen. Im Mittelteil des Stückes, das Bach als „Cantabile“ bezeichnet, gibt es ein zuerst Oboe I und dann Oboe II und Fagott – Duett. In der zwischen Zeit begleiten die Streicher mit figurativer Themen. Dieses Duett ist nur ein kleines Abschnitt, d.h. dass die  anfängliche Thematik der Arie in -Moll wiederaufgenommen wird. Ein 2-Taktiges Adagio endet diesen Teil und der Hauptteil wird als Dacapo wiederholt.

  Der Sinfonia folgt ein Secco Rezitativ für Tenor, dessen Text einige Verse aus dem Johannes-Evangelium folgt. Das Continuo, mit seinen klopfenden Sechzehnteln, stellt die Furcht der Jünger vor den Juden dar. In 1731 änderte Bach die Struktur des Continuo-Stimme, er fügte die Cembalo- und Fagott- Stimmen hinzu. Das Cembalo spielt die Sechzehntel mit dem Continuo zusammen, während das Fagott und die Orgel ganze Noten und Viertelnoten spielen. 

  Satz 3 ist eine dreigeteilte „adagio“ bezeichnete Arie. Das Continuo spielt wie ein Orgel-Pedal: zwei Viertelnoten pro Takt, das Fagott pocht dieselben Noten des Continuo in einer Achtel-Weise. Die  Streicher halten lange Akkorde, und die Oboen spielen weitgespannte Melodiebögen. Dürr meint diese Arie, ohne das Mittelteil, eine stark umgearbeitete Variante des langsamen Mittelsatzes des obengenannten Konzert sei, aber auch eine ausarbeitete Version einer Arie aus der Kantate 66a. Das Mittelsatz, als „un poco andante“ bezeichnet und mit Taktwechsel ist in 1725 komponiert worden, hier spielen nur das Continuo und die Alto-Stimme. Das Continuo (+Fagott) spielt ein Wechsel von Viertelnoten und Achteln. Für einen Takt schweigt der Alt und das Continuo spielt eine Sechzehntel-Figuration. Dann gibt es die Wiederaufnahme der vorigen Figuration und der Alto singt bis zum Ende des Stückes. In 1731 fügte Bach eine Violone-Stimme hinzu, die die Sechzehntel-Figuration nicht spielte; Orgel und Violone spielten den Viertelnoten und Achteln-Wechsel. Danach gibt es das „Dacapo“ des Hauptteils. Diese Arie ist sehr ausdruckvoll und bezeichnet ein Trost für die unruhigen Seelen der Jünger.  



Fonti: "Johann Sebastian Bach" - Alfred Dürr 
         "Hänssler edition" Bach-Ensemble Helmuth Rilling (cd) - Dr. Andreas Bomba

domenica 10 febbraio 2013

Avevo deciso di dedicare questo blog alla mera analisi delle cantate bachiane; ma mi rendo conto che è impresa ardua. Così ho deciso di "ampliare gli orizzonti", ossi di parlare oltreché di Bach anche della mia esperienza di "Cantore musicae".
Da più di due mesi ho cominciato  studiare canto e nel frattempo anche a cantare in due cori.
L'esperienza corale è sempre molto bella e "facile", poiché anche se si deve cantare è anche vero che non si canta da soli e che, in parte, si può seguire la propria sezione se non si è sicuri al 100% della propria parte. Ovviamente ciò non toglie che si deve studiare la parte poiché altrimenti, come ha detto una persona che conosco, "non scende l'arcangelo Gabriele a suggerirvi le note!"
La parte più difficile dello studio musicale canoro è lo studiare da solista. Alle volte si crede che sia facile cantare, ed invece per me non lo è. Cominciamo con il dire che la mia voce è quasi sicuramente una voce baritonale, quindi non dovrei avere difficoltà a prendere le note alte. Invece non è così scontato come sembra, poiché se è vero che ci vuole la tecnica e la pratica, è anche vero che quando sono tranquillo prendo benissimo le note alte. C'è anche da dire che per una persona timida come me è ancora più difficile cantare, anche solo per fare i vocalizzi!!! La paura di sbagliare, il non volersi lasciare andare per non tradire le proprie emozioni prendono il sopravvento e quando arrivo alle note un po' più alte la gola si stringe automaticamente e non v'è verso di farla rilassare.
La cosa più importante ed utile che si può fare in questi casi è buttarsi, anche se è difficile, e cantare le note; e mi riprometto di lavorare per questo scopo, di vincere la timidezza e di riuscire a tirare fuori una voce, spero, ottima!!!

mercoledì 9 gennaio 2013

Intuizioni...

Studiando a fondo le arie della II versione della Passione Secondo Giovanni, ero arrivato alla conclusione che l'aria "Himmel reiße, Welt herbebe", composta nel 1717, probabilmente per la passione composta a Gotha; fosse stata concepita come Aria per B con Corale S e che i due traversi fossero stati aggiunti nel 1725. Sfogliando il libro scritto da Alfred Dürr riguardante la storia di questa passione ho letto che anche lo studioso ha avuto la stessa idea.

Tornando alla Passione composta nel 1717, bisogna dire che purtroppo di questa, ci sono arrivati solo alcuni brani: la suddetta aria,
le arie per T:
"Zerschmettert mich ihr Felsen und ihr Hügel" ( usata solo nella II versione della Bwv 245)
"Ach windet euch nicht" ( come su )
"Erbarme dich" ( usata nella Bwv 55 )
il recitativo per T:
"Erbarme dich" ( usato nella Bwv 55 )
i corali:
"O Mensch, bewein dein Sünde Groß" (usato nella II versione della Passione secondo Matteo e Giovanni)
"Christe du Lamm Gottes" (usato nella II versione della Passione secondo Giovanni e della cantata 23)
"Bin ich gleich vor dir gewichen" ( usato nella Bwv 55 ) 
  

venerdì 21 dicembre 2012

Der Beginn

Guten Abend allen,
ich heiße Alessandro, bin 22 Jahre alt und ich studiere an der Dolmetscher und Übersetzer - Uni. Ich studiere Englisch, Deutsch und Portugiesisch  Ich habe Klavier für fast 10 Jahre gespielt und jetzt singe ich als Bass in zwei Chören. Als ich jung war, habe ich auch an verschiedene Schauspiele teil genommen. Ich wohne in Rom und mir gefallen Spielen, Elektriken, Deutsch und klassische Musik. Ich liebe Johann Sebastian Bachs Musik, weil sie so schön ist und hat eine schöne harmonische und melodische Verwicklung.
Telemann, Vivaldi und Händel gefallen mir gut, aber ihre Musik ist nicht wie Bachs: ihnen fehlt immer etwas.

Auf diesem Blog, wünsche ich mir die Werke dieses Genie analysieren zu können auch mit der Hilfe von von großen Musikwissenschaftlern geschriebenen Essays.

mercoledì 19 dicembre 2012

Inizio

Buon giorno a tutti,
mi chiamo Alessandro, ho 22 anni e sono uno studente universitario di mediazione ed interpretariato linguistici, le lingue che studio sono l'inglese, il tedesco ed il portoghese. Ho studiato pianoforte per circa 10 anni e da poco, ho cominciato a prendere lezioni di canto come basso. Faccio parte di due cori ed in passato ho preso anche parte a diversi spettacoli teatrali, alle volte con ruolo da protagonista e coprotagonista. Vivo a Roma e sono un appassionato di recitazione, impianti elettrici, tedesco e musica classica in generale e nello specifico della musica bachiana; difatti ciò lo si può evincere dal titolo. Johann Sebastian Bach, secondo me, è il miglior compositore mai esistito. Poiché la sua musica è completa: troviamo un intreccio armonico-melodico che non è presente in tutti i compositori. Ovviamente non ho nulla contro gli altri, ad esempio: Telemann, Vivaldi, Händel. Ma le sensazioni che mi suscitano le composizioni bachiane sono ineguagliabili.

In questo blog vorrei cercare di analizzare, nei limiti delle mie conoscenze musicali e della lingua tedesca che non sono né superficiali né approfondite, e, grazie all'ausilio di testi scritti da esperti sull'argomento, le composizioni di questo grande maestro, che a detta di molti è stato il precursore della musica moderna.